La scrittrice Marilynne Robinson afferma che la democrazia si fonda sulla fiducia tra esseri umani, sulla convinzione che le persone cerchino di agire per il bene (qui Robinson ricalca Simone Weil quando scriveva: ”qualcosa, in fondo al cuore di ogni essere umano, nonostante l'esperienza dei crimini compiuti, sofferti e osservati, si aspetta invincibilmente che le venga fatto del bene e non del male”). Questa fiducia, continua la scrittrice, è affine alla fede religiosa: credere che gli esseri umani siano immagini divine ci impedisce di spegnere del tutto in noi quel tipo di aspettativa. In questo modo, conclude, la democrazia è l'inevitabile conseguenza di un certo tipo di umanesimo religioso.
Nicola Lagioia - La biblioteca di Raskolnikov
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