Per l'uomo che ha raggiunto un equilibrio morale la morte non si presenta come «un abisso orrido immenso Ov'ei precipitando il tutto oblia». Non ha nulla di orrido. L'attesa è serena e la nozione della brevità del tempo che rimane adduce ad una meravigliosa sopravalutazione di questo tempo, in confronto della valutazione anteriore, e adduce al bisogno di assaporare molto di più la delizia breve della convivenza con persone care. Per chi riesce a raggiungere tale equilibrio l'incominciare a sentirsi vecchio è una benedizione. Per chi non vi riesce è causa di preoccupazione e di decadenza. Il vecchio che non sa essere alto, che non sa innalzarsi sempre più e che invece si accascia è un uomo finito.
Riccardo Bachi - Colloqui con me stesso
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