J. Herbart, Un pensatore che ebbe una grande influenza su parecchie scuole d'Europa, riconosceva che per l'educazione sociale l'esperienza vissuta dai fanciulli nel commercio con gli uomini è necessaria e non deve venire mai meno. Impedire questa esperienza - scriveva - “sarebbe lo stesso che si levasse la luce del sole per accontentarsi della luce della candela”. Tuttavia subito aggiungeva che l'esperienza, tratta dal commercio con gli uomini, oltre a non essere in potere dell'educatore, a volte è difettosa, lacunosa, noiosa. Spesso ognuno trae dai rapporti umani solo ciò che gli conviene. Perciò il “vero nocciolo” della natura umana non può essere formato per mezzo della esperienza sociale, ma per mezzo dell'istruzione; essa penetra profondamente nel “laboratorio” ove si formano i sentimenti.
Egli pensava che con le letture storiche, e studiando in particolare Omero, si potessero suscitare quelle rappresentazioni che generano sentimenti cosmopolitici, i quali possono essere conciliati con il sentimento patriottico.
Nessun commento:
Posta un commento