lunedì 3 marzo 2025

Paesaggi sonori

Il “miracolo”, con i suoi imponenti flussi migratori prima dal Nordest al Nordovest, quindi dal Sud al Nord, con i suoi drammatici travasi dalla campagna alla città, vide il definitivo trionfo di una nuova Italia urbana su quella agricola del passato. Al centro di questa nuova Italia sorgeva la fabbrica fordista, dominante non tanto sotto l'aspetto numerico, quanto sotto  quello tecnologico e simbolico:

“Il rumore era forte e le officine erano impressionanti. Erano grandi già allora che la fabbrica era un terzo di quello che è oggi. Grandi, pulite e ordinate, con molta luce. Ciascuno aveva il suo posto di lavoro e ciascuno agiva per conto suo, con grande sicurezza …  Il rumore mi rapiva, il sentire andare tutta la fabbrica come un solo motore mi trascinava e mi obbligava a tenere con il mio lavoro il ritmo che tutta la fabbrica aveva. Non potevo trattenermi, come una foglia di un grande albero scosso in tutti i suoi rami dal vento”.

Paolo Volponi Memoriale

La classe operaia industriale, che da queste enormi macchine per la produzione standardizzata traeva tanto il proprio sostentamento quanto la propria condizione di oppressione, emerse come un soggetto sociale e politico di primaria importanza. 

Paul Ginsborg - L’Italia del tempo presente. Famiglia, società civile, Stato.


domenica 2 marzo 2025

La confusione delle lingue come castigo divino

L’esegesi religiosa ha tradizionalmente interpretato il racconto della costruzione della torre di Babele  (Genesi II, 1-9) come un episodio dell’avventura eminentemente conflittuale che, nell’Antico Testamento, unisce Dio agli uomini. Dio castiga gli uomini impedendo loro di capirsi, poiché, edificando la torre che presumibilmente avrebbe unito il cielo alla terra, essi ostacolano il progetto divino che, come si apprende dal racconto iniziale della creazione, mira invece a dividere il cielo dalla terra.

L’episodio della torre di Babele appare come la risposta che la cultura ebraica dà alla constatazione empirica della pluralità delle lingue e agli interrogativi di ordine metafisico che essa pone. Questa risposta postula che tale pluralità non sia originale, contemporanea al momento iniziale della creazione, ma che, al contrario, succeda ad una fase di unicità linguistica.

“L'Occidente, così come è  monoteista in materia religiosa e monoscientista in materia di conoscenza (l'unità della scienza è stato il tema centrale della filosofia fino all’epoca moderna), è originariamente monogenetista in materia linguistica” (S. Auroux).

Non tutte le culture postulano la monogenesi linguistica

Olivier Soutet  Manuale di linguistica


2 marzo 2025


sabato 1 marzo 2025

Naufragio e fede

In quest'opera si va alla ricerca di un nuovo concetto di filosofia che sia in grado di offrire un ubi consistam al pensiero contemporaneo scosso dall'esaltazione positivistica della scienza, e poi subito depresso dalla crisi della stessa, seguita alla prima guerra mondiale. 

Nato come scienziato nel campo della medicina psicopatologica, jaspers visse profondamente l'esperienza scientifica, ma ne rimase profondamente insoddisfatto quando avverti nella destinazione tecnica l'esito finale della verità scientifica. I diritti della verità gli apparvero più alti di quelli fissati dal mondo contemporaneo, e allora si esiliò quasi dal suo tempo, per andare alla ricerca della verità che sta alla base di ogni tempo, ma che in ogni tempo occorre scoprire. 

Nacque così l'opera Sulla verità che ritengo l'analisi teorica più profonda che la filosofia contemporanea ha svolto sulla natura del “vero”. Alla verità, e non all'uomo che può conquistarla o rifiutarla, sono dedicate le figure esistenziali della lotta, della temporalità, dell'eternità, del tragico, del naufragio, della fede.

Naufragio e fede appunto esprimono il destino e l'esito finale della verità nel tempo; questo non sta a significare, come vorrebbe gran parte dei critici di jaspers, “il depotenziamento a livello di illusione di ogni tentativo filosofico, caratteristica del mondo contemporaneo”, al contrario, il naufragio segna l'altissima positività della verità totale, che, in quanto tale trascende il tempo, e quindi dimora nella Trascendenza, guardando la quale, la verità parziale che si afferma nel tempo è stoltezza mondiale. 

Umberto Galimberti (dalla Prefazione a Karl Jaspers Sulla verità)


venerdì 28 febbraio 2025

Le pretese dell’intelligenza

L’intelligenza pretende che il dato sia problematizzato, che le ovvietà siano tematizzate, che gli automatismi siano sospesi e trasformati in operazioni riflesse. L’intelligenza, in qualsiasi settore del sapere si manifesti, è filosofica. Il vero esperto, sosteneva Aristotele di fronte ai suoi studenti, è colui che non sa semplicemente “che”, ma colui che si interroga sul "perché".

Rocco Ronchi - Teoria critica della comunicazione




giovedì 27 febbraio 2025

Sul legame tra razzismo e aggressività

Il libro del dottor Ashley Montagu si distingue per due grandi meriti raramente riscontrabili nelle opere che trattano di problemi umani. Mentre la maggior parte degli scrittori peccano di eccessiva semplificazione, egli insiste sul principio della molteplicità e della interconnessione delle cause. E mentre i più sostengono che "i fatti parleranno da soli”, egli mette in chiaro che i fatti sono in tutto simili ai fantocci del ventriloquo e possono essere usati per giustificare qualsiasi azione che faccia appello alle pressioni socialmente condizionate degli interessati.

Riconoscere la verità che i fatti non parlano da soli, ma esprimono soltanto le passioni socialmente condizionate dell'uomo, significa riconoscere che i normali processi educativi hanno ben scarsa efficacia per migliorare lo stato del mondo. Nel linguaggio della teologia tradizionale (ben più realistica, sotto molti aspetti, delle “filosofie liberali” che l'hanno sostituita) l'ignoranza è in gran parte volontaria e si basa su atti di volontà conscia o inconscia. Così, gli errori che si nascondono sotto la propaganda dell'odio razziale non si vogliono riconoscere perché - come il dottor Montagu osserva - molti desiderano abbandonarsi ad atti aggressivi, e i membri degli altri gruppi etnici sono vittime adatte, che si possono colpire senza che la coscienza rimorda. Questo desiderio di compiere atti aggressivi ha origine nelle frustrazioni difficilmente evitabili imposte all'individuo dall'educazione ricevuta dall'infanzia e quindi dalla necessità di adeguarsi al proprio ambiente sociale. 

Il dottor Montagu avrebbe potuto aggiungere che l'aggressività paga nella soddisfazione emotiva un dividendo ben più alto della cooperazione. La cooperazione può dare un moderato calore emotivo; ma l'indulgere all'aggressività può dare emozioni equivalenti a quelle provocate dall’abuso dell'alcool o dagli eccessi sessuali. Nelle nostre società industriali, la pienezza di vita si misura dal numero delle eccitazioni provate. (La filosofia popolare si plasma e trova espressione nelle pagine pubblicitarie e nelle riviste popolari. E’ significativo che la parola che più spesso ricorre in quelle pagine è “brivido”). Al pari del sesso e dell'alcool, l'aggressività può dare fortissimi brividi. E’ quindi facile, nelle condizioni sociali attuali, presentare l'aggressività come qualche cosa di buono. 

Aldous Huxley (Dalla prefazione al libro di M. F. A. Montague  La razza. Analisi di un mito)




mercoledì 26 febbraio 2025

Coltivare l’intelligenza sistemica

A quanto pare l'intelligenza sistemica è presente fin dai primi anni e, se coltivata, può svilupparsi fino a profondità inaspettate nei più grandi. Tuttavia, le chiavi di questo progresso sono costituite da strumenti appropriati che consentano agli studenti di articolare e sviluppare la loro intelligenza sistemica… 

Come dice un vecchio proverbio: “Servono martelli per costruire le case, ma anche per costruire carpentieri”. Senza strumenti utilizzabili, questa intelligenza sistemica innata regredisce, in modo molto simile a ciò che avviene per l'intelligenza musicale se ai bambini non vengono dati strumenti per suonare. 

Ovviamente, è ancora peggio, perché giunti verso la fine delle medie questi ragazzi inizieranno a immergersi nel tradizionale processo scolastico di separare e dividere gli argomenti, a cui si aggiunge la pressione di svolgere i compiti assegnati dall'insegnante, piuttosto che rivolgersi alla comprensione delle sfide della vita reale. Come tutte le intelligenze, quella sistemica deve essere sviluppata o si atrofizzerà. 

Daniel Goleman, Peter Senge - A scuola di futuro. Manifesto per una nuova educazione


martedì 25 febbraio 2025

Cambiare prospettiva per aumentare la comprensione

“La democrazia non dovrebbe essere proprio questo? La società si trova di fronte a problemi veramente complessi. Possiamo stabilire in che cosa crediamo e difenderlo fino alla morte, usando le nostre idee come un manganello per picchiare chiunque non sia d'accordo con noi. Oppure possiamo riconoscere la legittimità dei punti di vista diversi e tentare di apprezzare come le persone li hanno maturati, e non limitarci a svilirli e a demonizzarli perché sono in disaccordo con i nostri. Possiamo anche non essere d'accordo, ma possiamo rispettarci e imparare l'uno dall'altro”. Tutto questo evoca un'idea molto potente che ho sentito molti anni fa dalla leggendaria educatrice Deborah Meyer: “Se i bambini non imparano la democrazia a scuola, dove la impareranno?”. 

Daniel Goleman, Peter Senge - A scuola di futuro. Manifesto per una nuova educazione