lunedì 31 marzo 2025

Le due facce del sacrificio

In numerosi rituali, il sacrificio si presenta in due opposte maniere, ora come una “cosa molto santa” da cui non ci si potrebbe astenere senza grave negligenza, ora, invece, come una specie di delitto che non si potrebbe commettere senza esporsi a rischi altrettanto gravi.

Per rendere conto di questo duplice aspetto, legittimo e illegittimo, pubblico e quasi furtivo, del sacrificio rituale, Hubert e Mauss, nel loro Saggio sulla natura e la funzione del sacrificio, invocano il carattere sacro della vittima. È criminale uccidere la vittima perché essa è sacra… 

Ma la vittima non sarebbe sacra se non la si uccidesse. Si ha quindi un circolo che riceverà in seguito, e conserva ai giorni nostri, il nome sonoro di ambivalenza.

Renè Girard - La violenza e il sacro

domenica 30 marzo 2025

Liberi ma schiavi

“Il nostro asservimento salariale moderno è un'eredità alquanto trasformata e mitigata della schiavitù”

Friedrich  Engels Antiduhring  (1878)


sabato 29 marzo 2025

La bellezza e l'indicibile

In una scena del film di Jonathan Glazer La zona di interesse la dolce signora Hoss cura con passione il suo giardino facendo vedere al bambino la bellezza del fiore che sboccia, proprio mentre al di là del muro di cinta si vedono i forni crematori di Auschwitz, dove il signor Hoss sta impiegando il gas Zyklon B per semplificare e velocizzare il genocidio.


venerdì 28 marzo 2025

Dall’anima all’essere

“Certamente deve esserci una scienza che si occupi dell'indagine sull'anima; e certo sarà anche una scienza di alto valore, perché la conoscenza dell'anima sembra contribuire a schiudere l'accesso all'intero essere”.

Aristotele Dell'anima, 402 a


giovedì 27 marzo 2025

Un perfetto equilibrio

Sono venuto al mondo alla fine di una lunga rivoluzione che, dopo aver distrutto l’antico stato, non aveva creato nulla di durevole. L’aristocrazia era già morta quando cominciai a vivere e la democrazia non esisteva ancora; il mio istinto non poteva dunque spingermi ciecamente nè verso l’una nè verso l’altra. Abitavo in un paese che nell’arco di quarant’anni aveva tentato di tutto senza arrestarsi definitivamente a niente, dunque non ero affatto facile in fatto di illusioni politiche. Facendo io stesso parte dell’antica aristocrazia della mia patria non avevo alcun rancore nè gelosia naturale contro di essa ed essendo questa aristocrazia distrutta, non le portavo più alcun amore naturale, poichè non ci si lega fortemente che a ciò che vive. Le ero assai vicino per poterla conoscere bene, lontano abbastanza per poterla giudicare spassionatamente. Direi altrettanto per l’elemento democratico. Nessun ricordo di famiglia, nessun interesse personale mi forniva una propensione naturale e necessaria verso la democrazia. Ma non ne avevo per parte mia ricevuto alcuna offesa; non avevo alcun motivo particolare di amarla nè di odiarla, indipendentemente da ciò che mi consigliasse la ragione. Ero così ben in equilibrio tra il passato e l’avvenire da non sentirmi naturalmente e istintivamente attratto nè verso l’uno, nè verso l’altro, e non ho avuto affatto bisogno di grandi sforzi per gettare uno sguardo tranquillo dalle due parti.

Alexis de Tocqueville - Lettera a Reeve del 22 marzo 1837


mercoledì 26 marzo 2025

Non so

“Insegna alla tua lingua a dire ‘non so’ perchè non ti tocchi di essere preso per un mentitore”

Talmud


“Non so” è forse l’espressione più piena, quella che più dice; quella che meglio esprime il senso dell’essere, che è mistero.




martedì 25 marzo 2025

Il fenomeno come leva

Mentre per lo scienziato i fenomeni devono servire a espugnare il mistero, per il mistico devono, al contrario, testimoniare per esso.

Giorgio Celli