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mercoledì 12 marzo 2025

Meraviglia, fatica, solitudine e noia

Hamlin Garland è entrato nella storia della letteratura con le sue epopee ambientate nelle praterie del West. Insieme a Jack London, Stephen Crane e Frank Norris, Garland (1860-1940) è considerato l’inventore del naturalismo americano...

I Racconti dal Dakota. sono una raccolta di sei storie che hanno al centro le vicende dei pionieri nel Midwest nei decenni successivi alla Guerra civile.

I Racconti nacquero dopo un viaggio che Garland fece nel 1887 nelle terre della sua infanzia, «quando andai a visitare la mia vecchia casa in Iowa, la fattoria di mio padre in Dakota e la mia terra natia, nel Wisconsin».

Il libro si apre con Moccasin Ranch. Qui il West è al tempo stesso la terra con «una vastità e uno splendore che esaltava i pellegrini in un modo che nessuna parola è in grado di descrivere» e il luogo i cui inverni rigidi e desolanti stremavano i nuovi abitanti. È la terra dove le mogli dei contadini, «piccole e forti», dovevano sopportare fatica, solitudine e noia, insieme alla frustrazione di un ruolo secondario imposto dagli uomini.

Il primo racconto, ambientato nel 1883, è il terreno su cui sorgono i cinque successivi. È la storia dei coniugi Burke, dapprima desiderosi e inquieti di cominciare una nuova vita lontano dalla città, via via sempre più disillusi da quelle terre selvagge e affascinanti. Il viaggio dei contadini verso Ovest, che nel 1939 sarebbe diventato il tema del capolavoro di Steinbeck, Furore, si rivelava già un amaro fallimento.

L’analisi delle figure femminili, insieme alle descrizioni paesaggistiche, sono tra i temi più cari a Garland. Nel racconto Una bella giornata, la gita fuori porta dei coniugi Markham è per la moglie un’occasione imperdibile di evasione dalla quotidianità. Garland descrive con insolita tenerezza per la sua prosa il modo in cui la donna implora il marito Sam di portarla con lui in quel breve viaggio d’affari in paese, per poi registrare più avanti la sua sensazione di subalternità quando si renderà conto di quanto siano indipendenti le donne che vivono lontane dalla prateria.

Nei Racconti dal Dakota emerge la costante ricerca di un riscatto da una condizione di sofferenza, sempre sullo sfondo della corsa all’Ovest. Hamlin Garland offre ai suoi lettori uno spaccato prezioso degli Stati Uniti della seconda metà dell’Ottocento, dove protagoniste sono l’umiltà e l’abnegazione della popolazione del Midwest, il grande motore del futuro progresso americano.

Marco Bruna - Corriere della Sera, 10 luglio 2019