mercoledì 2 aprile 2025

Il Quarto Stato

La Costituzione italiana inizia nel nome del lavoro, che l'articolo 1 pone tra le fondamenta del nuovo ordinamento repubblicano: ”L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.”

Un riconoscimento così forte dell'operosità, come dimensione in cui l'uomo realizza se stesso, era stato in qualche modo anticipato più di quarant’anni prima da Giuseppe Pellizza da Volpedo, che nel 1901 dipinge Il Quarto Stato. 

In questa tela di grandi dimensioni abbiamo di fronte il popolo italiano, pochi decenni dopo l'Unità d'Italia, raffigurato come un popolo di lavoratori. Oltre ad aprire cronologicamente il ventesimo secolo, Il Quarto Stato conclude la grande tradizione figurativa che vede l'espressione artistica al servizio di una concezione religiosa nella quale l'uomo è protetto da Dio. Sin dai tempi di Giotto, le pale d'altare si sviluppavano verso l'alto, in verticale, perché l'umanità si rivolgeva al cielo per ricevere protezione. Nella parte superiore erano raffigurati la Madonna, Cristo, i santi, tutto ciò che rappresentasse l'aiuto celeste all'uomo. 

All'inizio del secolo senza Dio, che è ancora il nostro tempo, l'immagine religiosa non è più protagonista della pittura, le avanguardie - Cubismo, Futurismo, Cavaliere azzurro - sono travolte da un formalismo che è più importante del contenuto. Il Quarto Stato di Pellizza da Volpedo risolve la lunga esperienza delle pale d'altare con un rovesciamento: la pala non è più verticale ma orizzontale. Guardiamo un dipinto che si svolge nel senso della larghezza, in cui l'umanità avanza verso il proprio destino senza la protezione di Dio. 

Non è detto che Dio non sia presente nella coscienza dei personaggi, ma è l'umanità a conquistare, attraverso la forza dei lavoratori, ciò che le spetta. Conquista nuovi diritti, conquista un salario, e avanza senza che ci sia più nessuno a proteggerla. Questo quadro è la fine di un'epoca e l'inizio di un'epoca nuova. Non è ancora un dipinto d'avanguardia, ma è un'opera in cui l'unico Dio che l'uomo ha è se stesso, e il taglio ribaltato, orizzontale anziché verticale, lo testimonia chiaramente. 

Per di più, quel popolo sembra marciare verso il Palazzo, per entrare e conquistare il potere. “Palazzo” è una parola che Pasolini fu il primo a usare, in un intervento sul “Corriere della Sera” nel 1975, per indicare il luogo del potere, un termine che ricorda il Palazzo d'Inverno dimora degli zar. La marcia dei lavoratori del Quarto Stato è dunque la conquista di uno spazio del potere da parte del Popolo. 

Vittorio Sgarbi - La Costituzione e la bellezza

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