Affezione patologica, struttura caratteriale o temporaneo stato d'animo?
Nel linguaggio moderno la parola malinconia o melanconia si usa per indicare indifferentemente cose alquanto diverse tra di loro. Può indicare una malattia mentale caratterizzata essenzialmente da attacchi di ansietà, di profonda depressione e stanchezza, benché indubbiamente di recente il concetto medico si sia in gran parte disintegrato. Può indicare un tipo di carattere (in genere associato a un certo tipo di fisico) che insieme con il carattere sanguigno, collerico e flemmatico, costituiva il sistema dei quattro “umori”, o delle “quattro complessioni”, come si diceva anticamente. Può indicare un temporaneo stato d'animo, talvolta penoso e deprimente, talaltra solo dolcemente pensoso o nostalgico. In questo caso si tratta di un'inclinazione puramente soggettiva, che per traslato può essere attribuita al mondo oggettivo, per cui a buon diritto è possibile parlare della “malinconia della sera”, della “malinconia dell'autunno”, o anche, come fa il principe Hal di Shakespeare, della “malinconia di Moor-ditch” (Il principe Hal, diminutivo familiare di Henry, canzona Falstaff, che si dice malinconico, evocando il fossato di melma fetida di moorditch, che si diceva provocasse melanconia nel senso di malattia mentale).
La base originaria di questi diversi significati fu la concezione del tutto letterale di una parte concreta, visibile e tangibile, del corpo, la “bile nera” (atra bilis - melaina Kole - melancolia).
che, insieme con il flegma, con la bile gialla (o rossa”) e il sangue, formava i quattro umori”.
Questi umori si credeva corrispondessero agli elementi del cosmo e alle suddivisioni del tempo; controllavano tutte le esistenza e i comportamenti dell'umanità e, a seconda del modo in cui si combinavano, determinavano il carattere degli individui.
“Esistono infatti quattro umori nell'uomo, che imitano i diversi elementi; aumentano ognuno in stagioni diverse, predominano ognuno in una diversa età. Il sangue imita l'aria, aumenta in primavera, domina nell'infanzia. La bile gialla imita il fuoco, aumenta in estate, domina nell'adolescenza. La bile nera ovvero la melanconia imita la terra, aumenta in autunno, domina nella maturità. Il flegma imita l'acqua, aumenta in inverno, domina nella vecchiaia. Quando questi umori affluiscono in misura non superiore né inferiore al giusto, l'uomo prospera.” Anonimo De mundi constitutione
In queste chiare, nitide affermazioni di un filosofo naturale dell'alto Medioevo abbiamo l'antica dottrina dei “quattro umori”.
Raymond Klibansky, Erwin Panofsky, Fritz Saxl - Saturno e la melanconia. Studi di storia della filosofia naturale, religione e arte.
Nessun commento:
Posta un commento