martedì 11 marzo 2025

Oche “senza madre…”

In un famoso vecchio film in bianco e nero, Lorenz avanza a passo di marcia per la strada polverosa di un villaggio della Bassa Austria, aitante ed eretto, col suo metro e ottanta di altezza, la chioma folta e arruffata gettata all'indietro. 

Indossa un paio di rigonfi calzoni alla zuava, stretti sotto il ginocchio; di tanto in tanto lascia ricadere un poco le spalle per voltarsi a guardare, dietro di sé, un piccolo branco di giovani oche che lo seguono in fila indiana. Questi uccelli non hanno mai conosciuto la loro vera madre, e si sono invece legati a Lorenz che li ha imprintati su di sé. Se lui affretta il passo, si mettono a correre per raggiungerlo; se si ferma, si radunano ai suoi piedi in attesa di indicazioni sulla direzione da prendere; quando vedono qualche ciuffo di erbetta fresca si spargono intorno per becchettare e concedersi uno spuntino, ma senza mai allontanarsi troppo. 

In un'altra sequenza vediamo Lorenz in canoa, mentre osserva pazientemente le sue piccole oche che nuotano…

Alec Nisbet - La vita di Konrad Lorenz


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